Mutui 2025: trend e previsioni per i prossimi mesi

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Mutui 2025: trend e previsioni per i prossimi mesi

BCE e tassi di interesse: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il periodo in cui ci troviamo è certamente uno di forte incertezza, prima di tutto politica, e questo non può che riflettersi in una marcata volatilità economica. I tagli al costo del denaro da parte della BCE dovrebbero continuare come previsto, con altre due riduzioni dei tassi nei prossimi mesi, ma questo non ha impedito all’IRS di mantenere un andamento altalenante, segnato da rialzi e contrazioni. Il motivo è che il mercato sta già scontando i timori per i prossimi anni, quando l’Europa potrebbe trovarsi nuovamente a dover contrastare un’inflazione con buone probabilità di risalita.

 

IRS ed Euribor: quali scenari si prospettano?

Nonostante le fluttuazioni, fino almeno alla fine dell’anno, l’IRS a 20 anni dovrebbe comunque mantenersi su livelli contenuti, o perlomeno non così distanti da quelli attuali. Le previsioni indicano che resterà attorno al 3%, se non persino a valori inferiori.

Per l’Euribor, gli scenari restano quelli già delineati: il minimo sarà raggiunto entro la fine dell’anno, con valori oggi stimati di poco superiori al 2%.

 

Mercato dei mutui: il variabile tornerà più conveniente?

Per il momento, l’inversione dei tassi non ha ancora portato a un ribaltamento della situazione sul costo effettivo dei mutui, e i fissi restano ancora i più convenienti. Va considerato che i prezzi dei mutui si basano sul costo medio del denaro del mese precedente, quindi è naturale osservare un certo ritardo nell’adeguamento.

Tuttavia, il vero nodo cruciale è rappresentato dalle mosse delle banche: quando gli spread applicati ai mutui a tasso variabile verranno allineati a quelli dei tassi fissi, si inizieranno davvero a sentire gli effetti della mutata situazione. Ad oggi, i mutui a tasso variabile sono ancora gravati da uno spread superiore di 40-60 punti base rispetto a quelli a tasso fisso.

Non c’è dubbio che sia solo questione di tempo: per le banche è essenziale tornare a proporre prodotti variabili competitivi, ed è prevedibile che nel corso dei prossimi mesi si assista a un graduale adeguamento.

 

Impatto sulla domanda

L’incertezza del contesto attuale avrà inevitabilmente un impatto sulle scelte dei consumatori, in misura più o meno diretta. Il calo del costo dei mutui a tasso variabile potrebbe incentivare una ripresa della domanda, sostenuta anche dalle recenti notizie positive sull’andamento del mercato del lavoro. La possibilità di ottenere una rata iniziale più bassa nei primi anni del mutuo è certamente un elemento di attrattiva, poiché consente di gestire con maggiore respiro le spese aggiuntive legate all’acquisto di una nuova casa, come ristrutturazioni, arredi e altre necessità immediate. Pertanto, possiamo aspettarci che parte del mercato dell’acquisto si sposti sul tasso variabile.

Discorso diverso per il mercato delle surroghe: lo scenario più plausibile è che in questi casi il tasso fisso resti la scelta privilegiata; i mutuatari italiani hanno ancora ben chiari in testa i recenti anni di tassi alle stelle, e difficilmente, con un mutuo già stipulato e avviato, si lanceranno verso situazioni di maggiore rischiosità.

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